[RIFIUTI] Economia circolare, caro Beppe, dopo 23 anni ti danno ascolto

Ecco un estratto dello spettacolo del 1992 andato in onda su Rai 1 in cui Beppe Grillo profetizzava l’avvento dell’economia circolare. Abbiamo perso 23 anni, ma grazie al Movimento 5 Stelle questa Europa cambierà.

Caro Beppe,

Nel 1992 avevo ventitré anni. All’epoca, lo ammetto, come tutti i ragazzi pensavo solo al tennis e alle ragazze e, guardando da casa mia a Benevento il tuo spettacolo andato in onda su Rai 1, non avevo pienamente capito la portata delle tue parole. Oggi mi rendo conto che quello che sembrava uno sketch nato per regalarci un sorriso era invece un meraviglioso discorso politico.
Sono passati altri ventitré anni e quello spazzolino che tu impugnavi in prima serata su Rai 1, io oggi l’ho simbolicamente portato al Parlamento europeo.

Ti racconto cosa è successo.

Il nostro modello di sviluppo è basato sul ciclo produzione-acquisto-utilizzo-rifiuto, una fabbrica produce un oggetto, qualcuno lo acquista, lo utilizza e infine lo butta via quando è logoro o non serve più. Così non si può andare lontano, non si può produrre all’infinito perché le risorse della terra sono finite e soprattutto perché il nostro pianeta non ne può accogliere tutti gli scarti. Serve un nuovo modello di sviluppo, quello dell’economia circolare: chiudiamo il cerchio della produzione con il riciclo e il riuso.

La buona notizia è che oggi la Commissione Ambiente del Parlamento europeo ha approvato un progetto di relazione sull’efficienza delle risorse: transizione verso un’economia circolare. In uno dei nostri emendamenti, che è stato approvato, chiediamo alla Commissione europea di applicare entro il 2030 il principio della “responsabilità estesa” del consumo: obbligare le grandi imprese a farsi carico dello smaltimento degli oggetti che producono. Chi fabbrica dovrà sforzarsi per produrre nel modo meno inquinante possibile e soprattutto utilizzando i componenti riusati.

Questo è solo uno dei punti che sono stati inseriti in questo rapporto, gli altri sono l’aumento del riciclaggio ad almeno il 70% dei rifiuti solidi urbani, le nuove norme sugli appalti pubblici con procedure verdi obbligatorie, l’eliminazione degli incentivi al fossile che gli italiani pagano in bolletta dietro l’acronimo CIP6.

Purtroppo in Commissione hanno bocciato un nostro emendamento che prevedeva il divieto totale di bruciare i rifiuti. Sarebbe stata una rivoluzione! Lo avevamo presentato perché non vogliamo più ritrovarci lo spazzolino sulla tavola sotto forma di pesce che si è nutrito della diossina prodotta dai fumi degli inceneritori. Non hanno avuto coraggio. Il coraggio che troveremo noi quando saremo maggioranza.

In alto i cuori

Ti aspettiamo a Bruxelles

Il portavoce al Parlamento europeo
Piernicola Pedicini

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