[RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO] Qui la cosa puzza…


Riceviamo e volentieri pubblichiamo comunicato stampa a firma “COMITATO NO BIOGAS”

Nel solito silenzio generale i cittadini di Pontedera hanno ricevuto una letterina, dove oltre ad alcune informazioni riguardanti la TARI nelle ultime tre righe si informava, en passant, della convocazione della prima conferenza dei servizi che dovrà istruire la pratica per l’autorizzazione definitiva del gassificatore di rifiuti organici che la Geofor vuol fare a Gello e per la quale ha ottenuto l’autorizzazione dalla Provincia nel lontano Febbraio 2011 (Determina 534 del 10/02/2011).

La conferenza dei servizi, per spiegarlo ai più, è una riunione dove tutti gli enti che devono dire la loro su un determinato progetto si trovano e espongono i loro pareri. La prima (o le prime) sono dette “istruttorie”, perché servono a raccogliere le informazioni e chiedere eventuali integrazioni al proponente, l’ultima è detta “decisoria” perché emana il provvedimento finale che di solito, salvo casi estremi, è un’ autorizzazione con alcune prescrizioni da osservare.

Nel caso del gassificatore di Gello la prima conferenza c’e stata il 14 Aprile, ma fu deciso di aggiornarla al 20 Aprile scorso in considerazione della complessità dell’ intervento. In poche parole non è bastata una, e nemmeno due, visto che al termine della seconda conferenza dei servizi è stato richiesto a Geofor di fornire ulteriore documentazione e per questo motivo la Geofor stessa ha richiesto 60 giorni di sospensione del procedimento, al termine dei quali sara’ convocata la conferenza dei servizi decisoria, quindi presumibilmente intorno al 20 – 25 Giugno prossimo.

Ma c’è un problema, anzi, più di uno.

Il gassificatore è stato autorizzato nel 2011 senza passare dalla valutazione d’impatto ambientale basandosi su una legge regionale (la 10/ 2010) che TAR e Consiglio di Stato hanno definito illegittima nella misura in cui disattende le leggi in materia di Valutazione d’ Impatto Ambientale. Questo significa che ove la conferenza dei servizi autorizzi l’impianto in assenza della VIA lo farà in palese violazione di legge.

La legge sulla valutazione d’ impatto ambientale (D.Lgs. 152/2006, art. 20 comma 4 e allegato V alla parte seconda, come vigente alla data di autorizzazione del gassificatore) prevedeva già a quel tempo dei criteri ben precisi dei quali non è stato tenuto conto nella determina della Provincia. Per citarne uno su tutti, si doveva tener conto del cumulo con altri progetti e fonti d’inquinamento presenti nell’ area (discarica, zona industriale, traffico, ecc…). In soldoni: se si fa un impianto inquinante in una zona già inquinata bisogna fare 2 + 2, che non sempre in chimica fa 4.

Invece la Provincia ha escluso l’impianto dalla VIA basandosi solo sulla sua capacita’ di generare energia e, come dicevamo, questo criterio è stato definitivamente dichiarato illegittimo prima dal TAR e poi dal Consiglio di Stato con le sentenze n. 04729/2014; 04727/2014 e 04730/2014.

Ma c’e di più: infatti il buon Marconcini, non contento delle 44000 tonnellate/anno “autorizzate” dalla Provincia ha già messo le mani avanti dicendo che molto probabilmente l’impianto non sara’ sufficiente e quindi sara’ necessario un ulteriore ampliamento fino a 88000 tonnellate/anno. E’ evidente che a maggior ragione se la VIA era necessaria per un impianto da 44000 lo era ancora di più per uno grande il doppio. A questo punto è evidente la solita, trita, banale tattica di fare l’impianto “sotto soglia” all’inizio per bypassare la VIA (che visto il contesto non sarebbe mai sfociata in un’ autorizzazione) e poi proporre un ampliamento, ancora senza VIA.

Peccato che la legge stabilisca che TUTTI gli impianti di quel tipo debbano espletare la VIA e che qualunque norma contraria va disapplicata.

Secondo problema: a Settembre dell’ anno scorso è stato firmato in Comune un contratto fra la Geofor e la BIOTEC, che sarebbe la ditta che dovrebbe costruire l’impianto che NON è ancora stato autorizzato e che qualora lo fosse, lo sara’ ABUSIVAMENTE. A questo punto viene naturale domandarsi cosa ci sia scritto in quel “contratto” e se la Biotec sia a conoscenza del fatto che l’autorizzazione rilasciata nel 2011 dalla Provincia è farlocca.

Biotec che dal canto suo non è certo nuova a problemi negli impianti che ha realizzato, che evidentemente per come sono concepiti si prestano ad utilizzi dannosi per l’ambiente e non conformi alla legge da parte delle aziende che le gestiscono: si veda per esempio quello che è successo a Cremona e Lodi.

Terzo problema: il gassificatore è un impianto a rischio di incidente rilevante, infatti produce un gas infiammabile e potenzialmente esplosivo, e per questo è soggetto alla direttiva 2012/18/UE (cosiddetta Seveso/ter) che introduce fra le altre novità l’effetto “domino”, che sarebbe la possibilità per un incidente di propagarsi ad impianti vicini. Anche questo aspetto non ci risulta sia stato considerato.

Dulcis in fundo il capitolo “puzzi”, ma puzzi veri, non quelli metaforici descritti finora: uno dei cavalli di battaglia di Marconcini è quello dell’ eliminazione delle maleodoranze, a sentir lui il nuovo gassificatore emetterà solo Chanel n. 5.

Peccato che i precedenti anche qui gli diano torto e che non solo il puzzo della fermentazione dell’ organico si sommerà a quello della discarica, la gioia degli abitanti di Gello, S. Lucia, Lavaiano e Latignano, ma i fanghi di risulta della fermentazione (il cosiddetto “digestato”) saranno molto probabilmente sparsi sui campi.

Resta da vedere quali, visto che ormai a Pontedera di campi ce ne sono rimasti pochi.

Sappiamo già che Millozzi cercherà di spostare l’attenzione su altre questioni, ma quello che ci interessa è informare i cittadini che pagheranno questo ennesimo scempio con i loro soldi e con la loro salute, a meno che non decidano di reagire, e in questo caso troveranno da parte nostra tutto il supporto necessario.

Quell’ impianto oltre ad essere illegale e dannoso per la salute e le tasche dei cittadini è anche inutile: il compostaggio va fatto sul posto, senza ricorrere a ridicoli escamotages tecnologici fatti esclusivamente per prendere i soldi degli incentivi energetici, perché alla fine è di quello che si parla: il gassificatore NON STA IN PIEDI senza incentivi, e oltretutto ha una resa energetica ridicola quindi a meno che non si voglia ripetere il giochino della truffa al Gestore del Servizio Energetico questo impianto graverà ancora sulle tasche dei cittadini, privatizzando gli utili e socializzando i costi, nella migliore tradizione del Partito Degli Affari Loro.

COMITATO NO BIOGAS

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5 risposte a “[RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO] Qui la cosa puzza…

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