Si salvi chi può! Ma gli amici li salva comunque la Regione?

Capiamo la preoccupazione dei lavoratori del settore termale che a mezzo stampa hanno manifestato le loro perplessità sull’operazione che si sta compiendo a Casciana Terme Lari sulla società termale, partecipata sia dalla Regione che dal nostro Comune, operazione che viene portata avanti nonostante il risanamento che da circa cinque anni è stato avviato e consolidato.

A tal proposito è stato presentato dai Consiglieri Regionali del M5S (bocciato dal Consiglio Regionale) un ordine del giorno in cui si impegnava il Presidente della Regione a escludere società termali dalla razionalizzazione tramite proprio decreto, ai sensi del comma 9 dell’art.4 del Dlgs175/2016, ritenendo in primo luogo discutibile che la Regione Toscana consideri il settore termale non di interesse generale e che non abbia tenuto conto nelle proprie valutazioni della molteplicità di interessi pubblici e privati coinvolti dall’attività di dette società.

Fa poi sorridere il fatto che proprio la Regione utilizzando lo stesso comma 9 dell’art.4 del Dlgs175/2016 chiesto dal M5S per le Terme, ha pensato e potuto escludere dalla razionalizzazione due società, la Italcertifer spa e la Seam spa, le quali quindi, pur non svolgendo attività di interesse generale, vengono così “salvate” dalla tagliola della razionalizzazione, non pare proprio anche a voi che a decidere non sia l’opportunità pratica, ma solo una volontà politica , quella magari di portare le terme nelle mani dei privati? Altrimenti perché salvare le altre due società e non le nostre terme?

Il Sindaco terreni dichiara a mezzo stampa che “Per i dipendenti non ci sono rischi se riusciamo a fare entrare un privato nella gestione si avranno anche immediati vantaggi. Il Comune del resto, nonostante la Legge Madia, ha la possibilità di valutare in quali partecipate restare e noi riteniamo che le Terme siano strategiche per il territorio”

Dov’è la salvaguardia dell’interesse pubblico e dello sviluppo sostenibile dell’economia dei territori nel “progettare” una gestione aziendale privata di una risorsa naturale che è alla base del turismo termale declinato sotto i suoi vari aspetti, paesaggistico, sanitario e benessere?

Non possiamo credere che si conti sulla speranza che tali gestioni abbiano a cuore il bene della comunità che le ospita e non solo la mera economicità delle scelte.

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