Programma elettorale in pillole…..GIUSTIZIA

PROGRAMMA GIUSTIZIA
Oggi la giustizia in Italia ha costi e tempi che la rendono inaccessibile ai cittadini. La giustizia deve essere però al servizio dei cittadini. A questo fine devono essere stanziate più risorse economiche per incrementare il personale e per favorire procedure – anche telematiche – in grado di rendere più brevi i tempi dei processi con l’adozione di riforme chiare, in grado di assicurare la certezza del diritto e della sanzione.

  1. La riforma della prescrizione
    Ogni anno in Italia la prescrizione colpisce oltre 100.000 procedimenti penali. Il nostro programma propone diverse alternative: o la sospensione della prescrizione dal momento dell’inizio del processo (ovvero con l’assunzione della qualità di imputato) oppure la sospensione della prescrizione dal momento della sentenza di primo grado (sia essa di condanna che di assoluzione).
  2. Le intercettazioni come mezzo di ricerca della prova
    È importante allargare questo strumento a una platea più vasta di reati, e in particolare a quelli contro la pubblica amministrazione.
  3. Condanna a lavori di pubblica utilità
    Con la condanna al lavoro di pubblica utilità obbligatoria, chi ha commesso un reato dovrà intraprendere un percorso per risarcire la collettività attraverso lavori di miglioramento ad esempio della città. La proposta tende a superare l’attuale pantano che di fatto rende quasi impraticabile l’utilizzo di questo istituto.
  4. Magistratura e politica, separazione dei poteri
    Tra giustizia e politica non ci deve essere alcun tipo di contaminazione. Ogni tipo di sovrapposizione produce effetti che si riflettono inevitabilmente sul “funzionamento” della nostra democrazia.
  5. Whistleblowing: un premio a chi collabora contro la corruzione
    Con il whistleblowing è possibile segnalare gli illeciti commessi all’interno dell’ente pubblico o dell’azienda per cui si lavora, portando allo scoperto reati che sfuggono ai mezzi più tradizionali.
  6. Ricorso in appello e riformulazione della pena
    Con l’abolizione del “divieto di reformatio in peius” verrebbero scoraggiati appelli strumentali e si
    consentirebbe ai giudici delle Corti di dedicarsi solo alle impugnazioni meritevoli di adeguata attenzione.
  7. I processi di mafia nelle sedi delle Corti d’Appello
    L’esigenza è quella di avere giudici con esperienza e sedi idonee a sostenere procedimenti penali che spesso hanno una lunga serie di imputati, i cosiddetti “maxiprocessi” che comportano spesso risorse e competenze maggiori.
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